Vendita online di olio extravergine di oliva Terre del Sud si occupa della vendita di olio extravergine d'oliva online.
La nostra azienda è attiva in tutta la filiera olearia, dall'attività agricola di coltivazione degli oliveti, all'attività di trasformazione in olio extra vergine di oliva, fino alla commercializzazione del prodotto direttamente al consumatore finale.
Vendita di olio extrevergine di puglia.
Antiche tradizioni, eccellenti vocazioni è la nostra filosofia aziendale, il nostro impegno innato per produrre un olio extra-vergine di oliva di qualità eccellente, che racchiude in se il fascino nella penisola pugliese : tradizioni, paesaggio, sapori e profumi. La Puglia , con i suoi oltre 50 milioni di alberi di ulivo , è al primo posto per quanto riguarda la produzione di olive e olio e per questo possiamo dire che è senz'altro la più importante regione olivicola italiana.
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La qualità più delicata di olio extravergine, di colore giallo oro intenso, di gusto dolce con lieve pizzicore, è ideale per le preparazioni servite crude; sapore soave e un pò erbaceo, si adatta per le preparazioni cotte a vapore e al sale. L'olio extravergine TERRE DEL SUD CLASSICO è ottenuto da olive raccolte a mano già a un buon livello di maturazione ed estratto con il metodo tradizionale di “Prima Spremitura a Freddo”. Le caratteristiche del terreno, i suoi cultivar, i metodi agronomici, la raccolta, la molitura, conferiscono a questo olio delle ottime caratteristiche peculiari.
L'olio extravergine TERRE DEL SUD DELICATO è ottenuto dalla “Prima Spremitura a Freddo” solo da olive raccolte per “brucatura”a mano senza trattamenti a base di fitofarmaci, negli oliveti di proprietà che si estendono nelle colline dei comuni di CAROVIGNO, OSTUNI e TORRE S. SABINA, nel cuore della Puglia, un'area tradizionalmente vocata per la coltivazione degli ulivi.
L'olio extravergine TERRE DEL SUD “TIPICO” è il primo olio che affiora della stagione (mese di ottobre) da olive della CULTIVAR PRINCIPALE (100%) raccolte a mano in leggero anticipo sul giusto grado di maturazione, affinché il consumatore più esigente e raffinato, trovi sempre sulla sua tavola questo olio fruttato e fragrante, da gustare sulle pietanze a crudo.
Antichisaporidipuglia
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Da Sapere ... |
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Cultura dell' Olio |
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Oli e grassi impiegati per friggere (cautele igienico-sanitarie)
CIRCOLARE MINISTERO DELLA SANITÀ n. 1 dell' 11 gennaio 1991. Oli e grassi Impiegati per friggere alimenti
Gli oli ed i grassi sottoposti a trattamenti termici, quali si verificano durante la frittura, subiscono una complessa serie di trasformazioni della loro composizione chimica. In caso di prolungato e ripetuto uso, queste modificazioni portano alla formazione di prodotti (volatili o non) con conseguente modifica del valore nutrizionale e delle caratteristiche organolettiche.
La progressiva alterazione dell'olio e del grassi durante il processo di frittura si evidenzia attraverso una serie di cambiamenti fisico-chimici (intensificazione del colore: scurimento, aumento della viscosità, aumento della tendenza a formare schiuma, abbassamento del punto di fumo).
La causa di queste modificazioni è l'ossidazione della componente trigliceridica con formazione di perossidi, derivati carbonilici, acidi grassi liberi e polimeri, composti volatili di varia natura. L'entità di queste trasformazioni è dipendente dalla temperatura e dal tempo di utilizzo, dalla presenza in tracce di metalli che fungono da catalizzatori dell'ossidazione, dalla natura degli alimenti posti in frittura, dalla composizione dell'olio di partenza. Le differenze nel contenuto in acidi grassi degli oli e dei grassi sono di primaria importanza nel determinare la stabilità al riscaldamento.
In particolare gli oli ed i grassi ad alto grado di insaturazione (soprattutto polinsaturi) sono meno indicati, in quanto meno stabili ai trattamenti termici prolungati e ripetuti. L'olio d'oliva, ad esempio è da considerarsi fra quelli più stabili.
Per prevenire possibili rischi per il consumatore, derivanti dall'uso improprio o eccessivamente ripetuto di oli e grassi per frittura, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge recante modifiche alla legge 27.1.1968, n. 35, concernente norme per il controllo della pubblicità e del commercio dell'olio di oliva e dell'olio di semi.
Detto disegno di legge prevede, fra l'altro, che gli oli e i grassi e le loro miscele, utilizzati per fritture non domestiche, non possono essere più impiegati quando abbiano raggiunto il limite di deterioramento da fissarsi con decreto del Ministro della Sanità sentito il Consiglio Superiore di Sanità. Con lo stesso decreto si prevede di approvare il relativo metodo ufficiale di analisi, ai sensi dell'articolo 21 della legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni.
Tenuto conto che il contenuto di costituenti polari è un buon indicatore dello stato di deterioramento, l'Istituto superiore di sanità, che da tempo studia il problema, ritiene, in analogia a quanto previsto dalla legislazione di altri Paesi, che sia opportuno che il tenore di composti polari non superi 25/100 gr negli oli e nei grassi utilizzati per la frittura degli alimenti. Non v'è dubbio che l'approvazione del disegno di legge in questione e l'emanazione, da parte di questo Ministero, del relativo decreto ministeriale ancorché contribuire a migliorare la qualità organolettica degli alimenti fritti, rappresentano un valido strumento di tutela della salute del consumatore da rischi derivanti da usi impropri degli oli e dei grassi nella frittura.
ALLEGATO A
RACCOMANDAZIONI PER L'USO DEGLI OLI E DEl GRASSI PER FRITTURA
Utilizzare per la frittura solo gli oli o i grassi alimentari idonei a tale trattamento in quanto più resistenti al calore.
Curare una adeguata preparazione degli alimenti da friggere, evitando per quanto possibile ha presenza di acqua e l'aggiunta di sale e spezie che accelerano l'alterazione degli oli e dei grassi. Il sale e le spezie dovrebbero essere aggiunti all'alimento, preferibilmente, dopo la frittura.
Evitare tassativamente che la temperatura dell'olio superi i 180°C.Temperature superiori accelerano infatti l'alterazione degli oli e dei grassi. È opportuno quindi munire la friggitrice di un termostato.
Dopo la frittura è bene agevolare mediante scolatura l'eliminazione dell'eccesso di olio assorbito dall'alimento.
Provvedere ad una frequente sostituzione degli oli e dei grassi. Vigilare sulla qualità dell'olio durante la frittura, tenendo presente che un olio molto usato si può già riconoscere dall'imbrunimento, dalla viscosità e dalla tendenza a produrre fumo durante la frittura.
Filtrare l'olio usato, se ancora atto alla frittura, su idonei sistemi e/o sostanze inerti (coadiuvanti di filtrazione); pulire a fondo il filtro e la vasca dell'olio. Le croste carbonizzate, i residui oleosi -viscosi o i resti di un olio vecchio accelerano l'alterazione dell'olio.
Evitare tassativamente la pratica della ricolmatura (aggiunta di olio fresco all'olio usato). L'olio fresco si altera molto più rapidamente a contatto con l'olio usato.
Proteggere gli oli ed i grassi dalla luce.
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